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Ralf Steinkopff


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Quick REMAP. Il meglio di due mondi




Quick REMAP
Il meglio di due mondi: l’energetico e il neurologico

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Articolo apparso nella rivista “oltre confine”, 3, Gen/Feb 2012.

Ricordo ancora bene la prima volta in cui sentii parlare della Psicologia Energetica. Mi trovavo a una festa tra colleghi psicoterapeuti quando appresi che due di loro avevano imparato una nuova tecnica basata sulla stimolazione di alcuni punti del corpo che vengono picchiettati mentre si enunciano specifiche frasi. Dicevano di aver ottenuto risultati straordinari, risolvendo in una singola seduta blocchi mentali che non erano riusciti a sciogliere per anni.

Sono una persona curiosa e mi piace esplorare nuovi campi, cosa che ritengo molto importante nel mio lavoro. In effetti, non ho mai condiviso l’approccio di alcuni colleghi
fedeli alla linea, che aborrono l’idea di discostarsi dall’ortodossia della loro scuola psicoterapeutica di appartenenza. All’epoca si stavano affermando due approcci, eft (Energy Freedom Techniques) di Gary Craig e edxtm (Energy Diagnostic and Treatment Methods) di Fred Gallo, entrambe derivati da una tecnica comune, tft (Thought Field Therapy) di Roger Callahan.

Decisi quindi di seguire parallelamente un corso di entrambe le discipline. Il primo appuntamento fu un workshop di base di due giorni di eft. Dopo mezza giornata di lezione teorica ci venne chiesto di provare a utilizzare la nuova tecnica con gli altri studenti. Vicino a me era seduto un collega sulla sessantina che mi chiese di trattare il suo mal di schiena, di cui soffriva da più di quarant’anni a causa di un incidente sportivo che aveva avuto nell’adolescenza. Aveva già provato diverse terapie e nessuna aveva portato un miglioramento delle sue condizioni, ma dopo solo pochi
giri di eft disse di sentirsi meglio.

Il mio sbalordimento per la rapidità e l’efficacia della tecnica crebbe durante le lezioni del livello successivo, alcune settimane dopo. Per prima cosa la relatrice ci chiese di parlare delle nostre esperienze nell’utilizzo di eft con i pazienti. Quando fu il turno di quel collega, affermò di aver ottenuto risultati straordinari in tutti i casi trattati, e che secondo lui tale successo era dovuto al fatto di essere lui stesso sicuro del metodo da quando, dopo quel primo giro di eft, non aveva più minimamente sofferto di dolori alla schiena.

Ora che ho acquisito parecchia esperienza nel campo e insegno varie tecniche energetiche, posso dire che il risultato non è sempre così immediato: non sempre in una singola seduta si possono risolvere problematiche che si trascinano da anni. Spesso si ha bisogno di più sessioni, anche se la Psicologia Energetica permette una notevole accelerazione del processo di guarigione. Le sedute
miracolose sono comunque ricorrenti, tanto da non poterle più considerare casuali.

Non mi sono accontentato di aver imparato questi due approcci meravigliosi, ma sono andato a cercarne la spiegazione. Era importante per me sapere di applicare una tecnica capace di portare un vero giovamento, e per di più in maniera indolore, rapida ed efficace; tuttavia sentivo che non era sufficiente affidarmi ciecamente all’esperienza millenaria della Medicina Tradizionale Cinese (mtc), e volevo capirne di più.

Così ho scoperto Steve Reed, il fondatore del metodo Quick remap (Reed Eye Movement Acupressure Psychotherapy). Psicoterapeuta texano cresciuto in un ambiente conservatore, ha cercato un riscontro scientifico alla mtc nelle pubblicazioni mediche. Alcune ricerche scientifiche hanno infatti dimostrato, attraverso l’esame degli agopunti con tecniche di generazione d’immagini funzionali (come la tac o la risonanza magnetica), cha la loro stimolazione produce effetti neurologici. Si poteva così confermare la gran parte degli effetti descritti dalla mtc e dimostrare le differenze tra i diversi agopunti.

Reed ha costatato che gli agopunti utilizzati da Callahan in poi sono gli stessi che venivano stimolati dai chiropratici (di cui lo stesso Callahan era stato paziente), cioè il primo o l’ultimo agopunto su ogni meridiano (quelli più facilmente raggiungibili), ma non i più efficaci. Studiando le ricerche di rinomate università come Harvard e Yale, Reed ha scelto per il suo approccio una serie di agopunti diversi da quelli tradizionalmente adottati, che non solo sono più efficaci, ma hanno anche un fondamento scientifico, novità che rappresenta un notevole vantaggio quando si lavora con clienti scettici. Reed ha appurato inoltre da altre ricerche come alcuni esercizi classici della Psicologia Energetica non portino alcun beneficio concreto, ed escludendoli è giunto con Quick remap a un approccio più fluido.

Un altro importante contributo di Quick remap alla Psicologia Energetica si ha nella fase diagnostica. In tft Roger Callahan ha utilizzato il cosiddetto test muscolare kinesiologico, che consiste nell’osservazione dello stato energetico di un muscolo in una determinata condizione, ad esempio mentre una persona pronuncia una certa affermazione. Se le sue affermazioni sono coerenti, il muscolo tende a essere più forte (
carico), in caso d’incoerenza, invece, si dimostra più debole (scarico). Facendo una leggera pressione sul muscolo, quindi, si può facilmente verificare il suo stato energetico e dedurre il livello di coerenza dell’affermazione.

Le ricerche scientifiche sul test kinesiologico hanno evidenziato scarse prove della sua affidabilità. In eft, Gary Craig vi ha completamente rinunciato a favore di un metodo semplice e adatto all’auto-aiuto. Steve Reed, al contrario, non ha voluto abbandonare la fase diagnostica e ha sviluppato perciò un metodo basato sulla percezione propria di ogni paziente, che non ha più bisogno dell’esperto kinesiologo ma può osservare da sé le proprie reazioni. Il processo di cambiamento diventa così più fluido non seguendo più la tecnica in modo meccanico, ma facendosi guidare dalle percezioni del cliente, che in questo modo rivolge la sua attenzione alle sensazioni ed emozioni nel qui e ora. Come conseguenza, anche il rapporto tra terapeuta e paziente tende a migliorare.

Nelle mie sedute utilizzo vari metodi di psicoterapia combinati alle terapie energetiche, tra cui Quick REMAP, che ha un ruolo fondamentale proprio perché oltre a essere un metodo estremamente efficace, fissa l’attenzione del cliente sulle sue percezioni, insegnandogli ad affidarsi di più alle proprie sensazioni e percezioni. Succede quindi qualcosa che definisco
apprendimento di secondo livello: non soltanto il paziente impara come risolvere uno specifico problema, ma acquisisce anche la capacità di generalizzarlo, elaborando in questo modo una visione propria del mondo.

Vorrei citare il caso di uno scienziato che doveva tenere delle relazioni durante dei congressi, ma soffriva della paura di parlare in pubblico. Gli ho spiegato con cura il circolo vizioso che innescava la sua fobia e come interromperlo utilizzando Quick REMAP. Durante la prima seduta, immaginandosi nella situazione temuta e attivando al contempo degli agopunti specifici sulla base delle sue sensazioni, il cliente si è sentito subito più rilassato, anche all’idea di parlare davanti a una platea. Continuava però a temere che quando si fosse trovato nella situazione reale non sarebbe stato così facile; perciò abbiamo continuato a lavorarci su.

Gli ho insegnato i Punti di Rapido Sollievo, il set dei primi quattro agopunti da stimolare con Quick REMAP, da picchiettare ogni qualvolta si sentisse ansioso all’idea di parlare in pubblico. In particolare, gli ho mostrato il primo punto, detto Grosso Intestino 4 (il quarto punto del meridiano del Grosso Intestino della mtc), che poteva essere stimolato anche stando sul palco. Ricerche della Harvard University hanno provato infatti che l’attivazione di questo agopunto blocca entro pochi secondi l’afflusso di sangue all’amigdala, il nucleo cerebrale che funge da centro d’allarme e che innesca la reazione attacco-fuga, limitando immediatamente questo processo. Il Grosso Intestino 4 ha il grande vantaggio di poter essere stimolato senza dare nell’occhio, semplicemente giocherellando con le mani mentre si parla.

Quest’opzione ha tranquillizzato il nostro scienziato, anche se ci sono volute tre sedute prima che riuscisse a tenere una conferenza reale. Il suo intervento era ancora un po’ nervoso, ma non come nelle esperienze precedenti. Oggi – dopo aver fatto altre due o tre sedute – è sciolto e comunica fluentemente con il pubblico. Credo sia molto importante la prima esperienza
dal vivo per acquisire la consapevolezza che il metodo funziona davvero e poi risolvere definitivamente un blocco, soprattutto nel caso di uno scienziato che per deformazione professionale è molto critico e scettico.