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Ralf Steinkopff

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Energy Consciousness Therapy (ECT) e Identity Method (IM)


Energy Consciousness Therapy (ECT)

La Energy Consciousness Therapy (ECT – Terapia di Coscienza Energetica) fa parte della Advanced Energy Psychology (AEP), come anche la EDxTM. ECT non usa molto la stimolazione di agopunti per risolvere problemi, bensì una forma di comunicazione interiore, attenzione verso processi interiori, il lasciar andare e accettazione.

Spesso la ECT si stacca dal cercare soluzioni a problemi o superare disturbi. Al centro sta piuttosto la coscienza e consapevolezza del cliente. Mira alla capacità di mettersi in uno stato d’animo che viene usualmente descritto come felicità, contentezza, equilibrio, serenità ecc.

Questo processo trova similitudine nei concetti dell’attenzione, dell’orientamento verso il Qui ed Ora e dell’accettazione, come sono istruiti anche nella meditazione e nel Yoga.

A tale scopo è di primordiale importanza l’attitudine propria e la relazione confidenziale con il cliente. Spesso si applica la ECT in un secondo momento del processo di cambiamento, sia la psicoterapia, counseling o pedagogia.

Fanno parte dell’ECT vari approcci (spesso chiamati protocolli o algoritmi). Alcuni vengono insegnati nei
seminari di EDxTM, anche se come approccio fanno parte del ECT, come Healing Energy Light Process (HELP, il Processo Curativo di Luce Energetica), Orientation to Origin (OTO, Orientamento verso l’Origine), Basal Energy Analysis and Management (BEAM, Analisi e Trattamento dell’Energia vitale) o Homing Thoughts (Pensieri rivolti all’Arrivo). Altri protocolli vengono insegnati da Fred Gallo nel suo workshop ECT, come il Eight Step Process (ESP – Processo dei Otto Passi, Follow Your Heart (Segui il Tuo Cuore) e l’uso delle affermazioni. Alcuni di queste tecniche vengono dimostrate e insegnate anche nel seminario EPI.

Il vero valore della ECT sta nel processo che porta clienti ad una coscienza elevata e li aiuta a stimare meglio se stessi ed altri, ed a creare le basi per una vita in serenità.



Identity Method (IM)

La Identity Method (IM – Metodo di Identità) ha una fonte importante nella Mace Method, un approccio coniato da John Mace. Altri fonti sono nelle tecniche di meditazione provenienti dal buddismo tibetano, la psicosintesi di Roberto Assagioli, l’ipnoterapia di Milton Erickson, la PLN di Richard Bandler e John Grinder, Focusing di Eugene Gendlin. Fred Gallo ha integrato questo metodo nella Psicologia Energetica, reso più flessibile e meglio adattabile al cliente individuale e arricchito di vari approcci o protocolli.

L’idea di base è che certe esperienze fanno scattare dei sentimenti che sono talmente insopportabili che li combattiamo continuamente e li diamo facendo così energia e permanenza:

What you resist tend to persist.

(In Italiano: Ciò a cui si resiste persiste. La prima formulazione di questo principio pare sia di Carl Gustav Jung:
Wogegen Du Deinen Widerstand richtest, dem schaffst Du Bestand.)

In questo preciso momento la nostra attenzione si posa su noi stessi e traiamo una conclusione della forma: Io sono … (p. e. non amabile, incapace, colpevole ecc.). La conclusione diventa quasi un comando ipnotico:

Creiamo una nuova identità che ci controlla negativamente.

Non
siamo però il nostro concetto di noi stessi, non siamo la nostra identità. (Difatti possediamo diverse identità, anche quelle vissute positivamente. Per esempio io sono un essere umano, un uomo, psicoterapeuta, padre e docente, per nominare soltanto alcune.)

Noi siamo semplicemente noi stessi, una forma pura del vero sé. (Ci sono tante assunzioni e descrizioni nei vari sistemi filosofici, spirituali e terapeutici su questo, p. e. anima, nucleo personale, essenza, essere energetico, ed altri ancora.)

È importante ricordare che tutte queste conclusioni, traumi e identità sono soltanto degli attaccamenti. Non siamo colpevoli o incapaci, ma abbiamo soltanto una tale identità attaccata al nostro vero sé:

Identità sono soltanto degli attaccamenti, non sono noi stessi.

Diamo energia e resistenza a questa Identità Controllante (IC) combattendo il sentimento insopportabile alla sua base. Così creiamo una profezia che si autoavvera (autodetermina, in inglese: self-fulfilling prophecy) ripetendo di continuo l’esperienza che vorremmo tanto evitare.

La Acceptance and Commitment Therapy (ACT – Terapia di Accettazione e Impegno) chiama la creazione di una Identità Controllante (IC) “fusione”, e l’atto di rendersi conto di questo processo e sciogliere il nesso “defusione”.

Anche la Identity Method (IM) effettua il suo operato alla “Dis-Identificazione”, allo scogliere della IC. Dentro alla IM ci sono vari protocolli, basandosi sull’accettazione. Il sentimento e l’immagine che me ne creo (o del sentimento o dell’Identità Controllante) non viene più combattuto e quindi non più alimentato di energia:

L’Identità Controllante di conseguenza si disintegra automaticamente.

Questo processo è irreversibile e permanente. Una volta nello stato del vero sé l’Identità Controllante non si crea più (se non viene nuovamente alimentato).

La IM viene insegnato da Fred Gallo in un corso di due giornate. Nel seminario
EPI 2 si fa un’introduzione del metodo, nella quale vengono insegnato tre protocolli della IM.