epicentro

Ralf Steinkopff


deutschitaliano
EPI. Energy Psychology Integrata.


Che cosa significa EP Integrata?

Sussistono tanti approcci nel campo della Psicologia Energetica (EP). Ogni approccio si vanta delle superiorità specifiche. I coniatori hanno tra di loro un rapporto in parte collegiale ed amichevole, in parte fatto di concorrenza serrata.

L’ultimo mi dispiace molto e lo trovo anche poco utile e consono alle teorie esposte. Ci possiamo stimolare e trainare a vicenda. Spesso è quello che succede, e tutto il campo della EP si allarga e si sviluppa.

Oltre questa pluralità della EP ci sono molti influssi esterni, dalla ipnoterapia, la terapia sistemico-relazionale, la terapia psicodinamica, la terapia comportamentale, la kinesiologia, la terapia gestaltica, la meditazione, il yoga, la terapia del respiro, il coaching, la neurologia ecc.

Energy Psychology Integrata intende proprio questo, l’integrazione dei concetti interni ed esterni all’EP nei processi di cambiamento, in ambiti diversi come psicoterapia, coaching, supervisione, pedagogia, counselling e tanti altri ancora.

Che cosa possiamo imparare o insegnarci a vicenda, come possiamo tagliare a misura metodi e intervenzioni per l’ambito in cui lavoriamo, per il cliente che abbiamo davanti e per il suo problema che ci ha esposto? Quali sono i presupposti dei vari approcci e come possiamo portarli in un insieme?


Intervenzioni in un mondo complesso

L’idea di base che mi conduce in questo, è quella di un mondo complesso e incongruente, pieno di contraddizioni, nel quale esseri umani con differenti convinzioni, desideri, obiettivi, sentimenti e pensieri, spesso in forte contrasto tra di loro, entrano in una rete di connessioni con altri esseri umani, e queste reti sono a loro volta dettati da regole complesse, in parte contradittorie, fatte di aspettative, bisogni e desideri multipli.

L’idea che un’unica teoria sull’uomo e come cambiarlo e svilupparlo potesse spiegare tutto ciò completamente e senza contradizioni, e renderlo operabile, mi sembra poco realistica e destinata a fallire. Spesso si sentono addirittura teorie, che si basano su un unico pensiero, e tutta questa complessità della condizione umana viene forzata ad entrarci.

Credo che a questo proposito sia utile guardare alla teoria delle metafore. Possiamo comprendere una qualsiasi teoria stessa come una metafora per il mondo, la condizione umana o la natura dei rapporti umani. La teoria delle metafora (secondo Lakoff e Johnson) analizza come una metafora descrive aspetti di un campo (detto sfera di destinazione, nel nostro contesto il mondo complesso e l’uomo nei suoi rapporti sociali) con immagini di un altro campo (detto sfera di fonte, nel nostro contesto l’idea o la teoria). Per fare un classico esempio: “L’amore è come una guerra” (L’ho perseguitata per tanto tempo prima di conquistarla, ho dovuto assediarla, poi l`ho presa d’assalto, lei alla fine si è arresa e ha ceduta, ma ho dovuto lottare molto prima di vincere la sua resistenza …) versus “L’amore è un cammino che si fa insieme” (stavamo a un punto simile, venivamo da lontani e ci siamo trovati, e anche dopo abbiamo dovuto fare un lungo viaggio, aggirare ostacoli, vivere alti e bassi per giungere dove stiamo ora, e vogliamo fare ancora tanta strada insieme, abbiamo degli obiettivi da raggiungere, se ci guardiamo alle spalle vediamo quanta strada abbiamo già fatto, ma finalmente sono veramente giunto a lei e insieme, passo per passo, andremo verso mete lontane …).

La teoria delle metafore puntualizza che metafore sono immagini che trasportano di più della mera descrizione, perché immagini sono analoghe e sono molto più ricche della lingua che è digitale, cioè simboli allineati nel tempo, mentre le immagini evolvono associazioni contemporanee. Ogni metafora mette in evidenza certi contesti (che sono in concordanza nelle sfere di destinazione e di fonte) e oscura altri (che sono in discordanza nelle due sfere).

Secondo la teoria delle metafore – e arriviamo al dunque del nostro proposito – ci si vogliono sempre multiple prospettive metaforiche tra di loro inconsistenti per descrivere una cosa complessamente (nel nostro esempio quindi spiego bene un concetto come l’amore soltanto se uso vari concetti metaforici contradittori tra di loro: L’amore è come la guerra e come un cammino che si fa insieme e come un processo chimico e come un miracolo e come un lavoro ecc.).

La contesa della teoria giusta (della prospettiva metaforica giusta) quindi si rivela riduttiva e non può mai descrivere l’uomo nel suo contesto completamente. Invece vale la pena una discussione aperta che cerca di integrare i contrasti e sopportare le incongruenze. Ci sono così tanti approcci avvincenti, creativi ed effettivi dentro e anche fuori del campo della Psicologia Energetica e possiamo apprendere moltissimo l’uno dall’altro.

Dallo scambio d’idee i vari approcci si possono correggere, ampliare e diventare più complessi. Bisogna però anche differenziare, perché non tutte le idee e teorie possiedono lo stesso valore, e circolano anche tante idee astruse. Proprio alla metafora energetica vengono associate tante idee, alcune strane, speculative e da un punto di vista scientifico assurde. In altre parole, i margini del campo della Psicologia Energetica sono alquanto dubbiosi. Questo ha portato alcuni dei protagonisti a rinunciare completamente al termine “energia” come Joaquín Andrade o Steve Reed con il suo
Quick REMAP.


Il mio punto di vista

Cerco di non lasciar troppo spazio per un divarico tra risultati scientifici e fenomeni descritti e sperimentati. Uso il più possibile il duplice
paradigma, quello energetico e quello neurologico, per spiegare a clienti e partecipanti ai miei corsi cosa effettua un cambiamento e perché.

Spesso intervenzioni energetiche hanno un effetto che sembra miracoloso quando in una seduta unica vengono risolti problemi che magari perduravano da decenni e hanno resistito contro vari tentativi terapeutici. Comunque (da psicoterapeuta, coach e supervisore che ha percorso parecchi corsi di formazione spesso pluriennali) vedo con una certa soddisfazione che ci sono anche processi di cambiamenti, che hanno bisogno di tempo e molteplici intervenzioni per arrivare a destinazione, sboccano quindi in processi “normali” di terapia o consulenza nei quali il rapporto col cliente, la fiducia e stima reciproca, l’osservazione e la percezione congiunta ecc. occupano un ruolo centrale.

Metodi energetici non sono quindi magici, ma soltanto particolarmente efficaci, e soprattutto naturali e spiegabile (almeno fino a un certo punto). La ricerca scientifica non ha ancora potuto fornire tutte le spiegazioni fondamentali. Spesso fenomeni vengono descritti e non spiegati. Ma questo campo della ricerca scientifica sui fenomeni della EP è fecondo e ci regalerà sicuramente molte scoperte. Io ritengo necessario ed etico rimanere sempre informato sullo stato della ricerca scientifica, delle scoperte e nuove idee di colleghi, e integrare le nuove conquiste nel mio lavoro.

Mi rende invece molto scettico un collega che afferma di possedere delle conoscenza che a mio avviso sono impossibili. Apprezzo un’apertura mentale verso la spiritualità. Probabilmente ci sono tanti fenomeni che non saranno mai spiegabili scientificamente. Ciò nonostante vale lo sforzo di sopportare la tensione tra tentativi di spiegazioni scientifiche ed esperienze spirituali. Credo che si tratti solo di evitare questa tensione quando ciò viene dichiarato come una verità. Non so (e non posso sapere) che cos’è la nostra anima al di là del nostro corpo, che cosa succede dopo la nostra morte o com’è il mondo al di là di quello percepibile. Accetto ben volentieri invece, e ne sono molto curioso, quando altri mi raccontano della loro fede. Credere è una risorsa e capacità umana stupenda. Basta descriverlo come una credenza personale e non come un dato di fatto universale.

Alla fine sono decisivi le attitudini del cliente, le sue ricerche personali, la sua apertura mentale, la disponibilità di sperimentare, le sue esperienze e convinzioni. Il mondo interno del cliente è troppo ricco, tagliato a misura e interessante per lasciarlo cancellare dalla mia concezione della vita. Preferisco andare con l’immaginazione e le convinzioni del cliente e lavorare entro i termini del suo mondo interno.


Il Workshop Energy Psychology Integrata

Nel Workshop
EPI 1 e 2 vengono proposti vari interventi al di là dei classici curriculum di Psicologia Energetica come EDxTM, Quick REMAP o EFT. In parte sono stati coniati da colleghi, in parte sono di mia invenzione. Ovviamente viene sempre citata la fonte e spiegate eventuali modifiche. Tra questi interventi ci sono DynaMind, Three (Four) Thumps/Three Navel Touch, La Routine Energetica Quotidiana, BEAM e Thematic Scheme, La Bilancia dei Desideri, Saggezza del Cuore, Identity Method ed altri.

Lo scopo del corso non è comunque in prima linea di insegnare le nuove tecniche ma dare un’idea di come integrare approcci differenti, modificarli a misura e amplificare le scelte strategiche nel processo di cambiamento. In altre parole, muoversi
dalla tecnica all’arte del cambiamento.

Il processo di cambiamento, la scelta di metodi adattati al cliente e la miglior strategia avendo a disposizione una ricca collezione di interventi della Psicologia Energetica sono al centro del seminario.

Un altro scopo molto importante di questo corso è la comprensione approfondita del perché alcuni metodi in una data tappa del processo di cambiamento sono più efficaci e come possiamo aumentare la probabilità che questi cambiamenti durino.

Non per ultimo si vuole giungere ad un attitudine del terapista mentalmente aperta, creativa e fondata che bada soprattutto alla relazione col cliente e il suo modo di percepire il mondo.