epicentro

Ralf Steinkopff


deutschitaliano
Psicologia Energetica.


Che cos’è la Psicologia Energetica (EP)?

La Psicologia Energetica o Energy Psychology (EP) prende un ruolo sempre più in rilievo nel campo della psicoterapia, consultazione e educazione mirata a processi di cambiamento. Va diffondendosi sotto vari nomi: Psicologia Energetica, Psicoterapia Energetica, Digitopressione, Thought Field Therapy ed altri ancora.

EP si basa da una parta alla millenaria Medicina Tradizionale Cinese (MTC) e usa il suo sistema dei meridiani e dei punti di agopuntura (o digitopressione). Questi agopunti non vengono però puntati ma attivati picchiettando, massaggiando o semplicemente tenendoli. Dall’altra parte EP si basa sulle scoperte neurologiche recenti che fanno capo ad osservazioni scientifici dell’attività cerebrale attraverso indagini diagnostiche per immagini / neuroimmagini (come la TAC, RM, SPECT …).

L’efficacia superiore degli approcci dell’EP si può spiegare di conseguenza in questo duplice paradigma. Nel paradigma energetico della MTC tutti i disturbi sono visti come blocchi del flusso energetico nei canali (meridiani) che possono essere risolti attraverso la stimolazione (picchiettare, massaggiare o tenere) degli agopunti indicati.

Nel paradigma neurologico viene sfruttato un’osservazione dell’indagine diagnostica per immagini secondo la quale concentrarsi su una tematica stressante o che pesa (un trauma, un dolore, un problema psichico, sentimenti opprimenti ecc.) riduce alquanto l’attività cerebrale spesso concentrato particolarmente su un emisfero cerebrale (con pensieri normalmente si creano delle reti di attivazione neurologica molto estese nella neocorteccia). Attraverso la stimolazione degli agopunti che sono connessi neurologicamente con certi areali del cervello, questa concentrazione dell’attivazione neuronale unilaterale va risolta e va invece raggiunta una buona attivazione vasta nella neocorteccia permettendo l’accesso a tutte le risorse e quindi raggiungere le soluzioni rapide dei problemi o blocchi che si vedono nell’ambito della Psicologia Energetica.


Quali sono gli approcci della EP?

Il primo a sviluppare un approccio psicoterapeutico conciso era Roger Callahan, chiamando la sua tecnica “Thought Field Therapy” (TFT – Terapia del Campo di Pensiero). Ha formato direttamente e esclusivamente dei colleghi che poi hanno ampliato e modificato il suo approccio.

In particolare sono importanti due dei suoi allievi diretti che hanno avuto un influsso forte su tutti gli altri. Difatti non c’è un approccio dell’EP che non risale nella formazione dei suoi ideatori o a Gary Craig (EFT) o Fred Gallo (
EDxTM). EFT (Emotional Freedom Technique) è l’approccio più conosciuto in tutto il mondo grazie anche alla diffusione generosa ad opera di Gary Craig. Energy Diagnostic and Treatment Methods (EDxTM – Metodi Energetici di Diagnosi e Terapia) invece è un approccio di maggior precisione e profondità che ha permesso anche lo sviluppo di ulteriori approcci creativi.

La differenza fondamentale tra questi due metodi è che Gary Graig nell’EFT ha rinunciato sia alla diagnosi attraverso il test muscolare kinesiologico, sia alle qualità specifiche dei singolari meridiani creando così un metodo particolarmente semplice adatto anche a processi di autoguarigione (almeno fino a un certo punto). Fred Gallo invece approfondisce molto la differenza trai i vari meridiani, usa una diagnosi energetica precisa (nel senso di identificare i meridiani più coinvolti in un dato problema) e di conseguenza giunge a interventi più precisi e profondi. Ambedue gli approcci si sono ampliati nel corso del tempo e influenzati reciprocamente. Inoltre si possono combinare bene nel lavoro col cliente.

Esiste una vasta gamma di approcci derivanti come TAT (Tapas Acupuncture Technique), HAT (Heart Assisted Therapy), HeartMath, REMAP (Reed’s Eye Movement Acupressure Psychotherapy), Logosintesi, BSFF (BE SET FREE FAST), HBLU (Healing from the Body Level Up), Emotrance, AIT (Advanced Integrative Therapy), SET (Simple Energy Techniques), PET (Provocative Energy Techniques) e tanti altri ancora.

Da dare particolare rilievo c’è
Quick REMAP per la sua tecnica semplice ed elegante che ha dei vantaggi rilevanti: si basa su risultati di ricerche scientifiche, va spiegato completamente nel paradigma neurologico rinunciando a quello energetico (che per alcuni non è credibile), è ancora più efficace e orientato molto al processo di cambiamento basandosi sulle sensazioni salienti del cliente.

Va ricordato anche il ”Eye Movement Desensization and Reprocessing” (EMDR), che non fa parte della Psicologia Energetica ma segue lo stesso paradigma neurologico. Come nella EP il cliente si concentra su un dato problema o sentimento opprimente e poi si stimola l’attivazione vasta della neocorteccia. Nel EMDR questo non succede con la stimolazione degli agopunti ma degli emisferi del cervello (attraverso il movimento degli occhi o la stimolazione acustica o tattile).


Che cosa significa Energy Psychology Integrata?

EPI (Energy Psychology Integrata) ha il proposito di porre l’attenzione sull’integrazione di approcci differenti, ampliarli e dare miglior scelta di strategia terapeutica. Inoltre l’accento va sulla qualità del rapporto tra terapeuta e cliente e dell’affidarsi al processo di cambiamento del cliente, portandolo a un suo personale percorso di crescita personale.

EPI vuole approfondire la comprensione perché certi metodi in distinti momenti sono più efficaci di altri e come aumentare la probabilità della durevolezza di un cambiamento raggiunto. Con altre parole: non si tratta tanto del giusto adattare della tecnica migliore quanto all’arte di scegliere da un ricco tesoro di possibili interventi quelli che permettono in miglior modo di essere tagliati a misura del cliente, alla sua situazione e all’attuale punto del processo di cambiamento.

Ottime tecniche diventano altamente efficaci e durevoli quando vengono integrati ad arte nel processo di cambiamento sulla base di un rapporto terapeutico saldo.

Una domanda ricorrente di clienti (e partecipanti ai workshop) è che cosa rende durevole i progressi raggiunti. Come si può assicurare in una seduta che uno sviluppo personale raggiunto perduri? Le basi neurologiche della durevolezza nel processo di apprendimento vengono utilizzati sia nell’approfondire il contatto col cliente che negli interventi specifici.